Antonello Di Gennaro
La cultura fotografica costituisce per il MIP – Matera International Photography APS-ETS uno spazio di esplorazione e relazione, capace di mettere in connessione luoghi, persone, memorie e differenti forme dello sguardo. È da questa prospettiva che prende forma il programma promosso a Matera nel 2026, attraverso mostre, incontri e momenti di ricerca che attraversano il patrimonio della città e le sue stratificazioni storiche, culturali e paesaggistiche. Un percorso che si inserisce nel più ampio orizzonte di “Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026”, facendo della città un punto di incontro tra esperienze artistiche, territori e culture del Mediterraneo.
Il progetto POMPEI | Architetture dello sguardo, di Antonello Di Gennaro, tra le voci più riconoscibili della fotografia contemporanea italiana, è curato da Fiorella R. Fiore, storica dell’arte e PhD. La mostra rappresenta l’ottava iniziativa del MIPphest 2026 – Orizzonti fluidi, decima edizione del Festival Internazionale di Fotografia e Arti Visive, e prosegue la riflessione del festival sul rapporto tra fotografia contemporanea, luoghi della cultura e paesaggio.
Il progetto è realizzato con la collaborazione dell’Archivio di Stato di Matera, che ne ospita l’esposizione, contribuendo a costruire un dialogo tra immagini, patrimonio e memoria. In questo contesto, la fotografia diventa uno strumento di osservazione e interpretazione del luogo, capace di mettere in relazione la dimensione visiva del presente con la stratificazione storica e culturale del territorio.
La mostra sarà inaugurata venerdì 25 settembre 2026, alle ore 18.30. Lo spazio istituzionale che accoglie il progetto non è soltanto il contenitore dell’esposizione, ma partecipa alla sua stessa costruzione: le stratificazioni documentarie custodite dall’istituzione entrano in relazione con quelle che la fotografia di Di Gennaro individua nelle superfici, nei frammenti e nelle tracce di Pompei.
È proprio a partire da questo incontro che, in relazione al tema del dossier di Matera Capitale, “Terre Immerse”, il progetto assume la forma di una transumanza culturale. Pompei diventa il punto di partenza di un percorso che attraversa territori, memorie e differenti forme dello sguardo, fino a raggiungere Matera e, attraverso Matera, il più ampio paesaggio mediterraneo. Non un semplice accostamento tra due luoghi, dunque, ma un passaggio da una stratificazione all’altra, dalla materia archeologica alla materia del paesaggio, dalla memoria custodita alla memoria continuamente reinterpretata.
Pompei, del resto, è uno dei luoghi più fotografati al mondo. È proprio questa sovrabbondanza delle immagini a costituire il punto di partenza di Antonello Di Gennaro, interprete di una ricerca fotografica che attraversa arte, memoria e patrimonio. Di fronte a un sito già ampiamente rappresentato, l’artista non cerca una nuova immagine iconica, né intende aggiungere semplicemente altre fotografie a un archivio sterminato. La sua ricerca si concentra piuttosto sulla possibilità di tornare a guardare.
La scelta dello smartphone, strumento associato alla rapidità della fotografia quotidiana e alla produzione incessante di immagini, assume in questo senso un valore quasi paradossale. Di Gennaro utilizza un dispositivo pensato per la velocità per costruire, al contrario, uno sguardo lento, selettivo e consapevole. L’immagine non nasce dalla necessità di documentare tutto, ma dalla scelta di soffermarsi su ciò che rischia di passare inosservato.
Il suo sguardo si concentra così sulla materia: la pietra, le superfici, i frammenti, le erosioni, le tracce lasciate dal tempo. Pompei viene sottratta alla spettacolarità del monumento e alla riconoscibilità delle sue immagini più consuete per essere restituita nella sua dimensione più silenziosa e fisica. Non è più soltanto la città sepolta dall’eruzione, ma un organismo fatto di superfici e stratificazioni, nel quale il tempo continua a depositarsi.
Anche la luce assume un ruolo determinante. Non si limita a rendere visibile ciò che l’obiettivo incontra, ma interviene sulla materia, ne modifica la percezione e la trasforma in immagine. La fotografia si sposta così dal territorio della semplice documentazione a quello dell’interpretazione: ciò che vediamo non è soltanto ciò che è rimasto, ma ciò che lo sguardo contemporaneo riesce ancora a interrogare.
In questo passaggio si apre una riflessione più ampia sulla natura stessa dell’immagine nel presente. Fotografiamo continuamente, produciamo una quantità pressoché infinita di immagini e le affidiamo alla memoria dei nostri dispositivi. Ma l’accumulo non coincide necessariamente con la memoria. Conservare un’immagine non significa, di per sé, custodirne il significato.
È proprio su questa relazione tra immagine, archivio e memoria che si innesta il lavoro di Di Gennaro. Come osserva la curatrice Fiorella R. Fiore, la ricerca dell’artista tocca questioni comuni alla pratica artistica e a quella archeologica, legate al gesto del catalogare, archiviare e custodire. Il percorso espositivo si costruisce per sovrapposizione di strati: quelli della storia e della materia archeologica, quelli della luce che li rivela ogni volta in maniera diversa e quelli della stessa tecnica fotografica, dove la pratica dello studio incontra uno strumento quotidiano come lo smartphone.
È in questa sovrapposizione che la fotografia trova il proprio spazio di ricerca. L’immagine non si limita a conservare una traccia del passato, ma diventa un dispositivo attraverso il quale il passato può essere nuovamente osservato, interpretato e messo in relazione con il presente.
È qui che Pompei diventa Mediterraneo.
Il passaggio da Pompei a Matera non avviene infatti soltanto sul piano geografico, ma soprattutto attraverso una comune idea di paesaggio come materia della memoria. Due luoghi lontani per storia e geografia, ma profondamente legati dalla presenza della pietra, dalla stratificazione del tempo e dalla capacità del territorio di conservare le tracce dell’uomo.
A Matera, la fotografia di Di Gennaro incontra così un paesaggio che appartiene alla stessa geografia della memoria: un territorio in cui la materia, l’architettura e il tempo si sovrappongono, rendendo visibile una storia che non è mai completamente conclusa. Il luogo della mostra diventa allora parte integrante di questo attraversamento, perché custodire documenti significa, come fotografare, scegliere cosa conservare e come restituirlo allo sguardo.
POMPEI | Architetture dello sguardo si configura quindi come un progetto che mette in relazione archeologia e contemporaneità, documento e interpretazione, memoria materiale e memoria digitale. La fotografia diventa il punto di passaggio tra questi diversi piani: uno spazio fluido nel quale le immagini del passato continuano a trasformarsi nel presente e nel quale luoghi apparentemente distanti possono riconoscersi attraverso la materia, la luce e il tempo.
Più che raccontare Pompei, Di Gennaro invita dunque a rallentare lo sguardo e a interrogare ciò che rimane. È attraverso questa attenzione alla traccia, al frammento e alla materia che il progetto compie il suo attraversamento: da Pompei a Matera, dall’archeologia al paesaggio, dal Mediterraneo delle rovine a quello delle relazioni. Un viaggio nelle immagini che diventa, allo stesso tempo, un viaggio nella memoria.
Antonello Di Gennaro (Matera_IT, 1961. Vive e lavora a Matera). Fotografo e artista visivo, attivo dagli anni Ottanta, sviluppa una ricerca autoriale incentrata sul paesaggio, l’architettura, la memoria e l’identità dei luoghi, con particolare attenzione al Mediterraneo e alla città di Matera. Il suo lavoro combina fotografia documentaria e ricerca artistica, restituendo una lettura personale dei mutamenti culturali e sociali dei territori. Ha collaborato alla realizzazione di oltre ottanta volumi e cataloghi d’arte; le sue opere sono state presentate in importanti mostre e rassegne dedicate alla fotografia contemporanea in Italia e all’Estero. Nel 2017 è selezionato a Lishui come ambasciatore italiano per la fotografia professionale nella categoria Art, nel 2018 ottiene la qualifica QIP – Qualified Italian Photographer nella sezione Architettura e nel 2019 una Honorable Mention FIIPA per la fotografia Still Life. Ha collaborato con la Triennale di Milano, Poli.Design, il Circolo La Scaletta e le Grandi Mostre nei Sassi di Matera. La sua ricerca è stata esposta in importanti istituzioni e sedi come: Centro Internazionale per la Fotografia Italiana, Lishui (2017), Galleria Spazio Murat, Bari (2006), Palazzo dell’Arte – Triennale di Milano (2007) , Palazzo Arnone, Cosenza (2015), Archivio di Stato, Torino (2015), Museo dell’Antica Grancia e dell’Olio, Rapolano Terme (2018), Castello – Polo Museale, Barletta (2018), Museo Nazionale Ex Ospedale San Rocco, Matera (2019), Anteo Palazzo del Cinema – Museo della Permanente, Milano (2019), Museo Leonardo Sinisgalli, Montemurro (2021), Museo del Territorio, Mesagne (2021), Palazzo Comunale, Modena (2021), Palazzo Storico Cavalcanti, Verbicaro (2024). Nel 2025 pubblica Effimero permanente, a cura di Roberto Lacarbonara, volume che raccoglie oltre trent’anni della sua ricerca fotografica dedicata all’arte scultorea realizzata a Matera; nel 2026 è protagonista di un artist talk alla Fotogalerie Wien ed è direttore artistico di MIP – Matera International Photography.
Info aggiuntive
ANTONELLO DI GENNARO
POMPEI – Architetture dello sguardo
MIPphest 2026 – Orizzonti fluidi 10^ Festival internazionale di fotografia e arti visive
progetto promosso e organizzato da
MIP – Matera International Photography APS-ETS
a cura di
Fiorella R. Fiore
nell’ambito di
Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026
con la collaborazione di
Archivio di Stato – Matera
patrocinato da
Ministero della Cultura, Direzione Generale Archivi, Sovraintendenza Archeologica e Bibliografica della Basilicata, Archivio di Stato di Matera, Regione Basilicata, Provincia di Matera, Comune di Matera, APT Basilicata, Fondazione Matera Basilicata 2019, Master Universitario di II livello in Neuroestetica, Dipartimento di Medicina dei Sistemi della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Università degli Studi di Bari A. Moro
partner culturali
FEP - Federation of European Professional Photographers, Malta Photographic Society, MIIP – Malta Institute Professional Photography, FotoDiego Academy, O.R.A. Osservatorio Ricerca Arti Applicate, Aequamente ass. culturale, Itinerando al Sud – Matera
media partner
Cittadella Taranto TV
Tourpass
sede
Archivio di Stato di Matera
Via T. Stigliani, 25 – Matera
(area soggetta a ZTL, si consiglia di parcheggiare presso i parcheggi esterni al centro e raggiungere Via Tommaso Stigliani a piedi)
formato
mostra personale
artista
Antonello Di Gennaro
inaugurazione
25 settembre 2026, ore 18:30
date
25 settembre > 20 ottobre 2026
orari
lunedì, mercoledì e venerdì: 9:00–13:00
Martedì e giovedì: 9:00–13:00 / 15:00–17:30
ingresso
gratuito
info
+39 393.6500200 - +39 348.2774207
info@materainternationalphotography.com
www.materainternationalphogoraphy.com
ARTISTI
SOSTENUTO / PATROCINATO
Evento patrocinato da Matera 2019
Con il patrocinio
In collaborazione con
Archivio di Stato di Matera
Link utili
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MIPphest2026 10^ Festival Internazionale di fotografia e arti visive
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1referente
Quando
da Ven 25 Settembre 2026
a Mar 20 Ottobre 2026
Costo e Target
Gratuito
Adatto a tutti, Adatto alle famiglie, Adatto alle scuole, Adatto ai giovani 16 - 30, Adatto a pubblico di settore, Adatto agli adulti
ARTISTI
SOSTENUTO / PATROCINATO
Evento patrocinato da Matera 2019
Con il patrocinio
In collaborazione con
Archivio di Stato di Matera
Link utili
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