Curatore Mauro Di Ruvo
È “MNEMOSYNE. L’ENTROPIA DELLA MEMORIA” la nuova mostra che pulsa gli animi nella città di Matera Patrimonio Unesco dal 1993 e Capitale della Cultura 2019, quest'anno capitale mediterranea della cultura e del dialogo, curata dal critico e storico dell’arte dott. Mauro Di Ruvo.
L’artista è un pezzo di storia della Basilicata, il maestro Pino Oliva, che ha introdotto in Italia un genere che secondo Di Ruvo, non è stato mai codificato prima, ed è al confine con il cosiddetto figurativo informale: si tratta del genere “eidetico”. Oliva, il “Poeta di Borges”, esporrà sabato 27 giugno a Matera le sue nuove venti opere all’interno della storica galleria del cav. FRANCO DI PEDE di Via delle Beccherie ora Arti Visive Gallery, ubicata nel cuore antico di Matera tra vico commercio al Sasso Barisano e Porta Pepice, una strada dove per centinaia di anni fino a poco più degli anni 60, decine di macellerie svolgevano al loro attività, anche come luoghi di aggregazione dei braccianti, alla fine di una giornata di duro lavoro .
L'evento parte con i migliori auspici in collaborazione con la galleria Opera Arte e Arti con cui l’artista collabora ormai da anni, con il patrocinio della Regione Basilicata, dell’Ufficio della Consigliera di Parità avv. Ivana Pipponzi, del Comune di Matera, della Pro Loco della città Matera e dell’Azienda di Promozione Territoriale di Basilicata. Saranno presenti anche il Lions Club di Matera e i Leo Club che hanno scelto di patrocinare l’importante evento.
Una silloge quella di Oliva che raccoglie venti nuove opere selezionate in blocco, le quali, come nell’Oro delle tigri, la celebre raccolta poetica di Borges, segnano un distacco dalla sua fase precedente compositiva, e che inaugura la stagione Primavera-Estate 2026 in Lucania con una
esposizione che permarrà fino al 15 luglio ad ingresso libero.
il curatore e critico d'arte Dott. Di Ruvo con questa mostra si è posto l’obiettivo sia di valorizzare il prezioso patrimonio storico- artistico contemporaneo del Mediterraneo, e nella fattispecie quello di Matera come capitale della cultura. Ma anche di ampliare il respiro dell’immagine dell’Arte come prodotto demiurgico e mezzo diplomatico tra culture e popoli occidentali e orientali, nonché integrazione civile tra sessi e tradizioni, e infine tra politica e religione. Quest’ultimo un connubio che sta scindendosi sempre più all’interno del clima dei conflitti esteri e militari internazionali.
“Una sorta di meditazione sul nostro percorso su questa terra” lo definisce Oliva, come “un andare a fondo nel pensiero che ci guida quotidianamente”.
E queste sono le sue «vaghe stelle dell’Orsa», citando proprio le Ricordanze di Leopardi, che conducono lo spettatore come un marinaio inesperto a navigare sull’oceano irrequieto che non ha confini all’orizzonte.
Afferma a tal proposito il dott. Di Ruvo:
“Mnème si chiama la cellula della nostra memoria. Ed essa è anche la fonte della cosiddetta memoria sociale impressa nella storia di lunga durata. Dalla mnème nasce la mnemosyne , ovvero letteralmente l’”immaginazione dell’emozione”. Non significa solo ricordare come sinonimo di riordinare le sequenze del tempo all’interno della mente, ma ricreare la molteplicità del reale nel tempo attraverso la fantasia. Ed è qui che noi ricordando generiamo l’entropia dello spazio in cui viviamo, lo distruggiamo in piccolissimi atomi di emozioni e poi lo disperdiamo vagandoci dentro.
Per questo motivo noi guardiamo ciò che ricordiamo e quando lo facciamo siamo confusi tra ciò che è verità e ciò che verosimile”.
In Pino Oliva secondo il critico d’arte c’è un simbolo che garantisce la sopravvivenza di un sentimento più antico dell’uomo, più remoto della civiltà, più selvaggio della moralità, e rievoca la memoria di un universo preesistente alla ragione umana, talora parallelo talora tangente e
intermittente sulla retta del presente. Questo simbolo trova la sua ragion d’essere nella tigre. Il felino cui lo stesso Borges intestava in chiave formalmente shintoista la sua ultima raccolta poetica.
È impossibile determinare con precisione quale valenza costituisce la tigre nell’opera di Oliva, ma è possibile decretare che essa sia una formula rituale improvvisa che connette solo come in pochissimi casi dell’Arte contemporanea succede con mistica profondità, due età spirituali, due
mondi immateriali: la vita e la morte."
Info aggiuntive
La gravità passa attraverso la corporeità dell’imago.
In @pino_oliva non sentiamo la materia che affluisce sul piano visuale, perché è rarefatta all’interno della sequenza diegetica. Le sue figure confinano con il genere del figurativo pur appartenendo a un’altra specie compositiva: quella “eidetica”.
Il passo si è però ultimamente nei suoi dipinti più graficizzato, aumentando il grado volumetrico e risplendendo nella sua mimesi entropica.
“Arrivato a un certo punto Mauro, ti accorgerai che l’età non si risparmia al disordine dell’entropia. Tutto il controllo che credevi di possedere sulla realtà, svanisce all’improvviso”.
Queste parole sono scolpite nei suoi nuovi dipinti. Andateli a vedere. (Mauro Di Ruvo)
ARTISTI
pino oliva
SOSTENUTO / PATROCINATO
Con il patrocinio
organizzato da
Pro Loco della città di Matera Tra Storia Cultura e Tradizioni
Co-organizzatori
APT Basilicata uff.Comunicazione
Pro Loco della città di Matera Tra Storia Cultura e Tradizioni
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PINO OLIVA - MNEMOSYNE
2referente
Quando
da Sab 27 Giugno 2026
a Mer 15 Luglio 2026
Costo e Target
Gratuito
Adatto a tutti, Adatto alle famiglie, Adatto ai giovani 16 - 30, Adatto a pubblico di settore, Adatto agli adulti
ARTISTI
pino oliva
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