
Claude Closky, David Lamelas, Claude Rutault, Lois Weinberger, Jonathan Monk
Fondazione SoutHeritage, quale istituzione animata dalla volontà di contribuire allo sviluppo culturale per produrre sapere espanso e consolidare le espressioni artistiche nella società rendendole visibili, rilevanti e significative, promuove il progetto espositivo: “OPERA, SU OPERA, SU OPERA: Claude Closky, David Lamelas, Jonathan Monk, Claude Rutault, Lois Weinberger”. Nell’ambito della propria evoluzione istituzionale, quale istituzione basata sulle mostre, la fondazione si pone come un facilitatore pubblico attivo, allo scopo di rafforzare l’ecosistema culturale del territorio rivolgendo la sua attenzione al dialogo tra contenuti espositivi e ricezione della creazione contemporanea. In questo quadro e nell’ambito della piattaforma di episodi espositivi dedicati a queste tematiche, in cui lo spazio espositivo diventa dispositivo funzionale alla valorizzazione del patrimonio culturale, ma anche all’accessibilità e alla condivisione dei saperi, l’esposizione è dedicata a questionare il ruolo delle opere e del pubblico dell’arte contemporanea insieme al loro percorso di fruizione, con l’obiettivo di creare un momento di dialogo sull’accesso all’arte contemporanea e ai suoi valori, sullo spettatore dell’arte visiva dei nostri giorni e sul formato mostra come organizzazione di un contesto di esperienza per il pubblico. A partire da ricerche e metodologie di creazione contemporanea rappresentative e da un particolare contesto espositivo quale il padiglione SoutHeritage (una cappella gentilizia facente parte di un complesso edilizio del XVI sec. - Palazzo Viceconte, ubicato al centro dei Rioni Sassi di Matera - Patrimonio UNESCO) la mostra, attraverso importanti opere-testimonianza già rubricate e/o storicizzate, vuole favorire riflessioni critiche, contestualizzazioni e ricostruzioni di qualcosa che va oltre la consueta narrazione espositiva scandagliando il formato mostra come strumento di visione per il pubblico e allo stesso tempo contribuire a ridurre, nell’esperienza culturale dei fruitori, la distanza fra cultura storicizzata e esperienza quotidiana, individuando insieme a loro direzioni di senso rispetto alle quali guardare e condividere l’esperienza dell’arte. In questo quadro la mostra si presenta, dunque, più come luogo in cui memorie, desideri e sensibilità del pubblico possono emergere e intrecciarsi con le molteplici dimensioni comunicative delle opere ostese, che come riproduzione-riproposizione di un tema specifico attraverso i contributi visivi degli artisti. Prospettando un modello curatoriale esornativo che tenta di distribuire la creazione tra artista e pubblico, essa non contiene un significato chiuso o un’operatività stabilita a priori, ma viene offerta come momento dialogico e riflessivo, stimolato dai molteplici scambi semantici e combinazioni mediali offerti dai lavori esposti. Pertanto, attraverso un allestimento che mette in scena opere intese come momenti di riflessione intorno a un gruppo di ricerche estetiche che hanno avuto la capacità di sfidare le convenzioni artistiche, il progetto espositivo si propone come una forma articolata di agency relazionale aperta a una esplorazione attentiva condivisa con il pubblico che necessita di essere informato sull’arte contemporanea. Con la scelta di lasciare le opere aperte all’approccio individuale dei pubblici, senza indicazioni né condizionamenti, la mostra consente una visione ampia del concetto di esposizione rimandando direttamente al visitatore, al fruitore, la domanda sullo statuto di ciò che in quel momento sta osservando. L’esposizione si presenta così come una zona vacante e problematica in cui posizionarsi rispetto alla valenza che le opere possono assumere, lasciando aperta ogni possibilità di interpretazione in cui l’indifferenziata accumulazione di narrazioni, autorialità, storia e categorie-non categorie, si fa magma da cui trarre considerazioni. Le aspettative di un classico progetto espositivo con una lettura univoca e rapida delle opere vengono quindi “disturbate” dalle opere stesse che non si pongono come obiettivo quello di individuare un tema, ma sono tali senza alcun significato aggiuntivo, se non l’infinità di interpretazioni dello spettatore che con il proprio esercizio di visione e regia dello sguardo è lasciato libero di appropriarsene per contribuire a darne nuove prospettive di senso. La mostra cerca, quindi, di analizzare il ruolo trasformativo di uno spettatore ideale e di pubblici potenziali per i quali la mostra è intesa non solo come custode di patrimoni culturali, ma soprattutto come luogo di formazione e di aggregazione, laboratorio di idee e spazio dove poter crescere e fare esperienza. In quest’ottica che vuole riflettere sul formato mostra come organizzazione di un contesto di esperienza e narrazione per il pubblico e sullo spazio dell’arte come negoziatore di atti immaginativi, l’esposizione, per implementare la sua politica di accessibilità, prevede inoltre l’organizzazione congiunta di attività di coinvolgimento del pubblico e di mediazione culturale adattiva (che implica una comunicazione che presuppone anche l’ascolto del fruitore) che, per tutta la durata della mostra vedrà approfondire alcuni aspetti fondamentali delle opere in mostra attraverso suggestioni, spunti e riferimenti legati anche a tematiche e figure di rilievo di correnti artistiche del contemporaneo. A completamento della mostra un apparato di didascalie ragionate (provviste di hashtags e mentions) e fogli di sala con linguaggio semplificato, arricchiscono e accompagnano il visitatore nell’offerta informativa. Con questo modello espositivo, in cui la mostra cessa di essere solo vetrina per diventare soprattutto luogo di relazioni con le opere che tornano a essere segni comunicanti e non solo elementi paradigmatici, la fondazione SoutHeritage persegue uno degli obiettivi alla base del suo mandato e cioè quello di mettere in primo piano l’accesso gratuito alla cultura e offrire nuovi modelli di diffusione pubblica, considerando la mostra e la storia dell’arte come pretesto per aprire un dialogo sull’osservazione partecipante, per stimolare la crescita collettiva e discutere sulla cultura artistica contemporanea e i modi in cui viene tramandata, modificata e riarticolata, in uno spazio non di fruizione compulsiva ma partecipativo, che incoraggia la contemplazione, la connessione e la conversazione.
|
||||
*ARTISTI Claude Rutault (1941, Les Trois-Moutiers, F > 2022, Boulogne-Billancourt, F) Claude Closky (Parigi, 1963. Vive e lavora a Parigi) David Lamelas (Buenos Aires, 1946. Vive e lavora a Los Angeles, Nizza e Buenos Aires) Lois Weinberger (Tirolo 1947 > Vienna 2020) Jonathan Monk (Leicester – UK 1969. Vive e lavora a Berlino) |
||||
Info aggiuntive
OPERA SU OPERA SU OPERA
progetto promosso da
Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea
redatto da
Angelo Bianco Chiaromonte
coordinato da
Roberto Martino, Francesca De Michele
prodotto con il supporto di
MiC – Ministero della Cultura
Regione Basilicata
Palazzo Viceconte – Cultura
Bgreen – Agricoltura e Partecipazioni
e con il patrocinio e il contributo della Città di Matera
sedi
Fondazione SoutHeritage, Via S. Potito 7 – Rioni Sassi, Matera
Area soggetta a ZTL. Si consiglia di parcheggiare presso parcheggio Via R. Scotellaro e raggiungere P.zza Duomo – V. S. Potito a piedi
formato
mostra collettiva
artisti
Claude Closky, David Lamelas, Claude Rutault, Lois Weinberger, Jonathan Monk
inaugurazione
29 marzo, ore 18:30
date
31 marzo > 10 maggio 2025
orari
martedì > sabato – 17:00 > 20:00
ingresso
gratuito
info
+ 39 0835 240348
info@southeritage.it
www.southeritage.it
www.facebook.com/FondazioneSoutHeritage
www.twitter.com/SoutHeritage
www.instagram.com/fondazione_southeritage
ARTISTI
Claude Closky
David Lamelas
Jonathan Monk
Claude Rutault
Lois Weinberger
SOSTENUTO / PATROCINATO
Con il patrocinio
CONDIVIDI
Mostra arte contemporanea
Vedi tutti gli eventi del progettoOPERA, SU OPERA, SU OPERA
2referente
Quando
da Sab 29 Marzo 2025
a Sab 10 Maggio 2025
Costo e Target
Gratuito
Adatto a tutti, Adatto alle famiglie, Adatto alle scuole, Adatto ai giovani 16 - 30, Adatto a pubblico di settore, Adatto agli adulti
ARTISTI
Claude Closky
David Lamelas
Jonathan Monk
Claude Rutault
Lois Weinberger
SOSTENUTO / PATROCINATO
Con il patrocinio